Polsi - Aspromonte

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Polsi e' una piccola località montana a circa 850 metri di altitudine, incastonata fra i monti ed adagiata in una vallata verdeggiante proprio nel cuore dell'Aspromonte. E' attraversata dalla fiumara del Bonamico, la stessa che costeggia il paese di San Luca. Infatti Polsi è parte del territorio comunale di San Luca.

Celebre per il santuario della Madonna di Polsi, conosciuta meglio come "la madonna della montagna", è un rinomato luogo di culto che appartiene ai percorsi mariani nazionali.

Appena il gelo abbandona le cime aspromontane ed il sole concede giornate tiepide, Polsi si popolari pellegrini da ogni parte del mondo che vengono a rendere omaggio alla Santa Vergine.

La cattedrale, bianchissima, che spicca nel verde brillante della vegetazione custodisce la statua di tufo della Madonna posta sull'altare maggiore. La scultura austera è di grande bellezza rappresenta la santa madre seduta che regge sul lato sinistro il bambino Gesù in piedi sul suo grembo.

Veniva spostata dall'altare ogni 50 anni, e nuovamente incoronata. Ma durante il periodo in cui Mons. Brigantini fu vescovo di Locri, venne stabilito di abbreviare il lungo arco di tempo e ridurlo a 25 anni, così da poter dar modo a tutti di partecipare almeno una volta nella vita all'importante celebrazione.

All'interno della chiesa ci sta anche custodita la Santa Croce, trovata nelle campagne così come narra la tradizione, e la bara del principino di Roccella.

Le festività al santuario rispettano il seguente calendario:

 

- 22 agosto: inizio novena e partenza  della carovana a piedi dal paese di San Luca.

- 31 agosto/ 1 settembre: festa solenne della Madonna di Polsi - veglia di preghiera e processione della statua nel borgo

- 14 settembre: festa della Santa Croce di Polsi

- Ogni 25 anni incoronazione della SS. Madonna di Polsi. Ultima (1 settembre 2006)

 

LA TRADIZIONE

Sulla Madonna di Polsi si raccontano molte leggende. Una di queste vuole che nel XI secolo alcuni monaci bizantini, in fuga dalla vicina Sicilia a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell'Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una piccola colonia ed una chiesa. Il sito fu abbandonato presto a causa dell'estremo disagio causato dalla lontananza con gli altri villaggi ed il freddo nelle stagioni invernali.

Un'altra leggenda, diffusissima, racconta che nell' XI secolo un pastore di nome Italico, pare fosse oriundo della cittadina di Santa Cristina d'Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito in località Nardello, scorse l'animale che dissotterrava una croce di ferro; gli apparve quindi la Beata Vergine col Bambino che disse: Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi.
Tutt'oggi all'interno del santuario vengono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella.

Uno dei più importanti Priori del Santuario fu Enrico Macrì che governò alla fine del 1800 per 33 anni. In quegli anni la chiesa del santuario venne restaurata ed arricchita.