San Luca: il paese, la storia, le tradizioni.

Comune di San Luca, Reggio Calabria, Italia.

San Luca è un comune di oltre 4.000 abitanti della provincia di Reggio Calabria, posto sul versante ionico. A pochi chilometri dallo splendido mare Jonio, situato sul versante orientale dell'Aspromonte, in un pendio sul fianco sinistro della valle della Fiumara Bonamico, San Luca fu fondato nel 1590, per volere di Sigismondo Loffredo, dai profughi della città di Potamìa, duramente colpita da fenomeni franosi.


Il centro fu così denominato perché inaugurato nel giorno di San Luca. Divenuto Comune nel 1811, fu colpito da ripetuti disastri naturali, fra cui le alluvioni del 1951 e del 1973. Da vedere i ruderi del castello medievale e quelli dei quattro monasteri di S. Stefano, S. Costantino, San Giorgio e S. Giovanni. Nei dintorni di San Luca si possono visitare i ruderi dell'abbazia normanna di San Nicola di Butramo.


Diede i natali a Corrado Alvaro, giornalista e scrittore, considerato dalla critica uno tra i più autorevoli esponenti della letteratura italiana del novecento. La s.ua casa natale è situata a pochi passi dalla piazzetta della Chiesa di Maria SS della pietà, in pieno centro storico. All'inteno si trovano ancora tanti effetti personali dello scrittore, cui l'opera e la grande eredità culturale ed artistica, viene promossa da una Fondazione che porta il suo nome. La Fondazione Corrado Alvaro, cura la diffusione e la promozione dell'opera dello scrittore Sanluchese in tutto il mondo. Numerose sono infatti le iniziative, gli eventi e i premi letterari per i le giovani promesse della narrativa italiana. Ma San Luca diede i natali anche al nonno di Steve e Jeff Porcaro, rispettivamente tastierista e batterista dei Toto, straordinaria band pop amricana deglia nni '80 che ha fatto ballare ed innamorare intere generazioni, e tutt'oggi on tour in tutto il mondo.









Foto del Santuario di Polsi, della Vallata e della Madonna della Montagna

 

La maggiore attrattiva è comunque esercitata dal Santuario di Polsi, notissimo centro di culto mariano, meta di pellegrinaggi per migliaia di fedeli da tutte le parti del mondo. Situato a circa 10 chilometri dal centro abitato, a circa 820 mt. s.l.d.m., di origini basiliane ma arricchito dalle donazioni del conte Ruggero il Normanno nel 1114, il santuario fu abbandonato dai monaci bizantini allorquando nel 1481, fu abolito il rito greco.

 

Fu distrutto dal terremoto del 1682 e riedificato nel periodo tra il 1730 e il 1737. Conserva al suo interno la statua della Madonna della Montagna e numerose opere d'arte. Il flusso di turisti e pellegrini si concentra, in particolare, nel periodo che va dal 24 Agosto al 3 Settembre, i giorni della festa dedicata alla Madonna. Il rito del pellegrinaggio al santuario viene celebrato dai fedeli in un clima di particolare intensità emotiva: i pellegrini percorrono il tragitto a piedi nudi o in ginocchio intonando canzoni dedicate alla Madonna della Montagna.

La leggenda della Vergine di Polsi vuole che nel IX secolo alcuni monaci provenienti dalla vicina Sicilia per via delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell'Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una minuscola colonia creando anche una piccola chiesa. A causa dell'estremo disagio procurato dalla lontananza con i più vicini villaggi, il sito fu però poi abbandonato.

 

Nell'XI secolo un pastore di nome Italiano, oriundo della cittadina di Santa Cristina d'Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito scorse l'animale che dissotterrava una croce di ferro, ne seguì un'apparizione della Beata Vergine con il Bambinello in braccio che disse: "Voglio eretta una chiesa... per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi". Per questo fu quindi costruito un santuario dove all'interno, tutt'oggi, sono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella.

 

"La parte antica del paese somiglia ad un piccolo presepe di cui non puoi fare a meno di innamorarti. Tutto ti parla di un tempo senza tempo.

Ascolto racconti di gente che ci ha vissuto in queste piccole case che sembrano fatte di carta pesta. Storie di donne e di uomini che hanno investito tutta una vita in quel piccolo tetto, in quelle quattro mura. Madri che hanno cresciuto figli, tanti. Col sudore dei frutti amari di una terra povera ma generosa, con le benedizioni di ogni madre, che torna a casa con la schiena rotta a fare rami, per cuocere il santo profumato pane, di fame e fatica. Chi conosce avvero questa gente? E chi mai ha fermato la sua vita, un attimo un solo attimo, per cercare di conoscere, e forse poi capire..."


San Luca, il pese e la Vallata del Bonamico

Foto di San Luca dal satellite


SAN LUCA E LE SUE TRADIZIONI

San luca e' un paese la cui economia e' basata essenzialmente sull'agricoltura. qui tutto viene coltivato in maniera tradizionale sfidando qualsiasi tipo di agricoltura "biologica". la genuinita' dei prodotti e' caratterizzata da diverse componenti fondamentali. dalle condizioni climatiche alla buona qualita' del terreno, per finire all'ingrediente base per la buona riuscita di un raccolto: l'amore per la natura.

il grano viene lavorato ancora in maniera tradizonale con gli antichi strumenti di una volta. tutto questo oltre ad mantenere un fascino molto particolare per il tempo andato, permette di mantenere intatti i gusti e sapori che qui si tramandano da generazione in generazione.

Alcune immagini di un un piccolo mulino a san luca. Dopo oltre cento anni continua a funzionare.

ED ECCO ...

IL MIRACOLO DEL PANE...

il gusto del pane di san luca e' caratteristico e assolutamente unico. molte le donne che ancora lo impastano a mano, svegliandosi in piena notte e lavorando per ore ed ore. assistere alla panificazione e' un 'esperienza straordinaria, nell'aria si respira un senso festa.

per chi fosse interessato( scolaresche, comunità, associazioni, giornalisti), c'è la possibilità di partecipare alla panificazione. basta scrivere una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. abilita javascript per vederlo.

e sarete contattati dalla responsabile.